L’associazione

“Seminare buona salute e vitalità, per far crescere i sogni :
l’Italia per i bambini di Fukushima”

Orto dei Sogni, un’associazione non-profit interamente gestita da volontari, è stata fondata da un gruppo di giapponesi residenti in Italia e italiani che amano il Sol Levante, dopo il disastro che ha colpito il nord-est del Giappone l’11 marzo 2011.

Questo nostro progetto prende le mosse da una domanda: “Che cosa possiamo fare per i bambini di Fukushima?”. Così dall’estate 2012 promuove un programma di soggiorno estivo in Italia per fornire un supporto alla loro salute e alla loro crescita come cittadini del mondo.

Il programma prevede un mese di soggiorno in Italia, una terra ricca di natura e tradizioni alimentari. Vogliamo liberare i bambini dalle preoccupazioni relative alle radiazioni e offrire loro la possibilità di giocare spensierati a contatto con la natura, facendo una vera e propria “vita da bambini”. Mangiare sano e giocare sano in allegria: l’obiettivo è aumentare le loro difese immunitarie e aiutarli a mantenersi in buona salute.

Altro concetto importante del nostro progetto è promuovere uno scambio internazionale tra bambini giapponesi e italiani. Comunicandosi reciprocamente la ricchezza della cultura e lo spirito del proprio paese, scopriranno e accetteranno idee diverse. Attraverso questa esperienza unica, i bambini potranno aprire nuovi orizzonti e crescere sempre con la curiosità per rendersi infine autonomi.

I bambini sono il futuro per Fukushima, per il Giappone e per il mondo. I bambini, pieni di curiosità e di energia positiva, devono nutrire speranza nel futuro e nelle proprie capacità. Così nascerà in loro “la forza di vivere”.

Questo progetto di Orto dei Sogni non vuole essere un’iniziativa saltuaria e “d’emergenza”, unicamente realizzata sullo slancio di una generosità post-disastro. Vuole, piuttosto, essere un impegno duraturo che coinvolga i bambini a lungo termine.

Dal 2013 Orto dei Sogni accoglie come partner ufficiale in Giappone l’Associazione NPO Peace Project che continua a svolgere attività nella zona colpita. In questo modo lavoriamo anche in Giappone per rafforzare ancora di più il progetto: la ricerca e la selezione dei bambini partecipanti, l’orientamento rivolto alle famiglie dei partecipanti prima della loro partenza per l’Italia, e le attività dopo il loro rientro in Giappone, permettendo un contatto ulteriore tra i bambini e i volontari delle due associazioni.


Come è nata Orto dei Sogni?

Case tradizionali molto umili, campi di riso bagnati dall’acqua, una brezza che arriva dall’oceano e riempie di buono i polmoni, una vista incredibile che dai boschi si apre sul mare.

Così erano i paesaggi del Giappone del Nord, rilassanti e tranquilli, per tutti i giapponesi simbolo di silenzio e pace, ma anche di buoni prodotti gastronomici della terra come dal mare amico. Fino a quel giorno, l’11 marzo 2011, fino all’incubo di tsunami e terremoto che ha distrutto i villaggi ed ha colpito a morte la centrale nucleare di Fukushima. Ci sono stati 15.880 morti. Ma ci sono anche 2.698 persone disperse che i familiari e gli amici cercano ancora.

Nel maggio del 2011 l’Orto dei Sogni si è recato in visita a questo paradiso perduto. Ha raccolto storie incredibili. Ha visto come l’impreparazione a reagire agli avvenimenti naturali sia stata la causa di numerose perdite. Un esempio eclatante è la storia della scuola elementare di Okawa.

Dopo il forte terremoto era stato dato l’allarme tsunami. Un giovane insegnante che faceva le veci del preside aveva raccolto i bambini nel giardino. Come è nella mentalità giapponese si era preoccupato soprattutto di mantenere l’ordine e di tenere tutti calmi in attesa dell’arrivo di un bus che portasse tutti insieme gli scolari verso la salvezza. Proprio nei pressi della scuola vi era una collina su cui avrebbero potuto trovare rifugio senza difficoltà. Nei minuti successivi al terremoto, qualche genitore è arrivato alla scuola con la macchina per portare in salvo i suoi figli. Si è detto disponibile a prendersi cura anche di altri bambini, ma l’insegnante ha rifiutato ed ha così decretato la loro condanna a morte. Prima del bus è arrivata l’onda che li ha spazzati via.

Il nostro progetto è nato proprio per fare sì che storie come queste non si ripetano: gli adulti e soprattutto i bambini non sono più abituati ad ascoltare la natura, a conoscere le grandi opportunità che essa offre, ma anche i rischi.

L’Orto dei Sogni si propone di insegnare ai bambini giapponesi una grande verità: tutti noi siamo soltanto una piccola componente della natura, non ne siamo i padroni. Vorremmo insegnare ai bambini a conoscere il mondo che sta loro intorno non soltanto attraverso ciò che sta scritto sui libri, guardano la tv o internet, ma anche attraverso l’osservazione diretta. Imparare a capire la natura attraverso i loro stessi sensi. Riconoscere che la natura ha i suoi tempi, troppo spesso dimenticati e non rispettati. Solo così i nostri bambini possono crescere come cittadini più consapevoli, che sappiano ragionare con la propria testa, con la capacità di prendere decisioni in prima persona, con coraggio e flessibilità.

Nel sistema educativo giapponese dai bambini si pretende soprattutto che vengano rispettate le regole, che agiscano come tutti gli altri, che non prendano iniziative personali.

L’Orto dei Sogni vuole, invece, sostenere la loro crescita e la realizzazione dei loro sogni, come cittadini del mondo. Oggi il Giappone si trova nel mezzo di una minaccia invisibile rappresentata dalla radioattività. Nel raggio di 50 chilometri dalla centrale di Fukushima si registra il livello 7 di radiazioni (qualcuno dice 8, ma il dato è controverso), come a Chernobyl. Il Governo non  ha ancora comunicato alla popolazione quale sia davvero la situazione, non ha spiegato quali siano i rischi reali, soprattutto per i bambini. Sono state dette molte bugie e sono state omesse molte verità. L’esperienza dell’incidente della centrale nucleare di Fukushima ha di fatto obbligato anche noi giapponesi ad aprire gli occhi sui rischi che corriamo quando ci disinteressiamo delle scelte della politica.

Lo tsunami dell’11 marzo 2011 ci ha obbligati a prendere coscienza di questa realtà: non ci si può chiamare fuori dalle scelte che ci riguardano. Non si può sempre dare fiducia a scatola chiusa.